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Post-produzione di foto ad alti ISO – come fare?

Qual è il flusso di lavoro ottimale per gestire la post di foto naturalistiche scattate in condizione di luce difficile e quindi con ISO elevati?

Torno sul tema degli alti ISO e come gestirli, dopo diverse richieste e messaggi che ho ricevuto in relazione al mio work-flow su questa tipologia di scatti.


Una premessa fondamentale: il flusso di lavoro, il work-flow, quello che tanti corsi spacciano per la soluzione ai tuoi problemi di post-produzione parte dallo scatto, anzi dal set… e soprattutto non esiste un flusso di lavoro standard; al massimo esistono dei passaggi chiave e delle regole base per orientarsi, ma ogni scatto può necessitare di un lavoro diverso. Ovviamente mi riferisco alla fotografia naturalistica, il genere che pratico e nel quale spesso mi trovo in condizioni di scarsa luce (e magari la situazione merita lo scatto).

Tutto nasce dalla fase di scatto. Il lavoro di post-produzione è poi funzionale ad esaltare ciò che c’è nello scatto. Questo vuol dire che nessuna post-produzione può rimuovere problemi di messa a fuoco o di micromosso… con buona pace di chi crede nei miracoli. Di norma non considero sensato pasticciare un file RAW per salvare uno scatto, con buona pace dei photoshoppisti


Quali sono gli elementi imprescindibili della fase di scatto?

  1. MAF – la messa a fuoco deve essere chirurgica. Questo si traduce in settaggi corretti del corpo e (per le reflex) regolazione fine delle lenti (spesso si tratta di un’operazione imprescindibile, soprattutto se si usano i moltiplicatori di focale).
  2. MICROMOSSO – soprattutto con i sensori più densi è dietro l’angolo ad ogni scatto… una foto micromossa merita subito il cestino (io le cancello direttamente dal corpo). Una seconda vita per uno scatto micromosso ci sarebbe: postarla a 1200px su Facebook, ma i francobolli non sono certamente considerabili fotografie… per quanto mi riguarda, oggi non ha più senso produrre scatti sotto i 3000px lato lungo (a meno di non desiderare una splendida carriera social come produttore di contenuti interessanti – ovvio che diverso è il caso di postare a quella risoluzione ma avere in tasca il file HD).
  3. ESPOSIZIONE – un file lavorabile è un file esposto correttamente, per poter recuperare luci e ombre senza perdere dettaglio. Esposizioni sbagliate su ISO bassi possono essere corrette (forse)… quando parliamo di scatti sopra i 3200 ISO il margine di intervento in post si riduce di molto.
  4. RITAGLIO (CROP) – più incisivo è il ritaglio compositivo, più il file perderà qualità di partenza, più bassa sarà la qualità finale. Nel genere naturalistico il crop è un fattore spesso frustrante. Perché avere foto quasi prive di crop è possibile solo se si allunga di molto la focale o si accorcia di molto la distanza. Soprattutto con l’avifauna i millimetri di focale sono sempre pochi, quindi tutto si gioca nell’avere il soggetto alla distanza ottimale.

Foto di Passera mattugia (Passer montanus)
Passera mattugia (Passer montanus) | 6400 ISO

Piove da sempre in questo inverno 2020-21, così ho provato a catturare qualche scatto con le strisciate delle gocce di pioggia. Ovviamente tempi molto rischiosi ed ISO alti. È anche il caso di ricordare che più scura è la luce più la grana del rumore digitale diventa difficile. In generale, avere sfondi non molto scuri e non verdastri aiuta a gestire in post-produzione la riduzione del rumore.

Nella dettaglio della foto a questa passera mattugia gli ISO sono 6400, con un tempo di 1/160 e diaframma f/9 (a 850mm di focale spesso il minimo per avere una profondità di campo che tenga a fuoco tutto il soggetto – probabilmente su un soggetto così piccolo sarebbe bastato anche f/8 ma volevo avere più a fuoco anche tutta la scena.


E allora, questo work-flow?

Diffidare, sempre, dai work-flow predefiniti. Il mio personale, e in continua revisione e aggiornamento, è il frutto di una serie di consigli rubati, tentativi mal riusciti, affinamenti e rifacimenti che ancora oggi mi perseguitano. Devo dire che con Topaz AI le cose sono diventate abbastanza più semplici anche su sensori assai esigenti (per non dire altro), come quello della Nikon D850 – un mostro di potenza reflex, con un sensore assai rognoso sui toni scuri già sopra i 1250 ISO. Di contro ha un ottimo sistema AF, e un file enorme che può essere ridimensionato per ridurre già di molto la ruvidità della grana. Ovviamente ridurre e non ritagliare!

Non darei il mio work-flow neppure al mio peggior nemico, e forse neppure al mio miglior amico… Non faccio corsi, non seguo corsi. Ma in genere aiuto chi mi chiede consigli, perché spesso qualche aiuto l’ho ricevuto per venire a capo di alcuni passaggi.

Ad oggi, per rispondere alle diverse richieste avute in privato, posso sintetizzare alcuni punti fermi del mio modo di lavorare:

  1. I passaggi in CameraRAW sono fondamentali. Bisogna partire da un file morbido, non molto contrastato, esposto correttamente e regolato correttamente nel bilanciamento del bianco. Mai spingere qui sui colori!
  2. Il ritaglio compositivo va fatto sul file intero, ovviamente. In genere lo faccio in PS, ma a volte anche in CR.
  3. Dal file ritagliato (considero passabile un crop inferiore al 35%, ottimale inferiore al 25% – per la D850 significa partire da un file lato lungo di almeno 7000px) scelgo a quale dimensione puntare: 6000 – 5000 – 4500 – 4000 – 3500px. Dipende tutto dal ritaglio iniziale, ma anche dalla qualità della grana.
  4. Mai dare nitidezza prima di aver effettuato il denoise (che io faccio con TopazAI)
  5. Regolare colori e dominanti prima del denoise
  6. Dare la nitidezza (se necessario, la D850 ad esempio non ne richiede quasi) con parsimonia
  7. Gestire il contrasto (con delicatezza)

Ovviamente nessuna pretesa di affermare che questo sia l’unica sequenza ottimale possibile; è la mia, molti mi hanno chiesto di specificarne l’ossatura. Spero possa essere utile, almeno per provare a sperimentare – per chi ne avesse voglia. Per ulteriori richieste o informazioni contattatemi, sarò lieto di poter rispondere alle vostre domande

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7 commenti su “Post-produzione di foto ad alti ISO – come fare?”

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